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Una legge per gli studenti gifted, e un'occasione per riconoscerci

Di Starry Mind Academy · 9 agosto 2026 · aggiornato il 28 settembre 2026

Statua della giustizia con bilancia e spada accanto a un martelletto da giudice, su fondo azzurro.
Foto di Sasun Bughdaryan su Unsplash

Una riflessione rivolta a chi opera nell'educazione, a scuola, nei centri educativi, negli studi professionali, sul disegno di legge dedicato agli studenti gifted e sulle possibilità che si aprono quando competenze e prospettive diverse iniziano a dialogare.

In molte classi c'è uno studente che pone interrogativi difficili a chi lo accompagna nel percorso di crescita. Comprende rapidamente, termina le attività prima dei compagni, si annoia, talvolta interrompe la lezione, altre volte si ritira in un silenzio difficile da interpretare. Le difficoltà che manifesta sfuggono spesso ai modelli con cui siamo abituati a leggere il disagio scolastico. Così insegnanti, educatori, pedagogisti, psicologi e famiglie finiscono per porsi la stessa domanda, ciascuno dalla propria prospettiva:

«Che cosa può davvero aiutare questo ragazzo?»

Per molto tempo le risposte sono rimaste parziali. Ogni figura professionale osservava una parte della situazione e il confronto tra competenze differenti era tutt'altro che sistematico. Oggi il quadro sta cambiando, e il cambiamento riguarda l'intera comunità educativa.

Cosa sta accadendo in Parlamento

Il 7 ottobre 2025 il Senato ha approvato il disegno di legge intitolato Disposizioni in favore degli alunni e degli studenti ad alto potenziale cognitivo e delega al Governo per il riconoscimento dei medesimi. Il testo è ora all'esame della Camera dei deputati come A.C. 2654: conclusa la fase in Commissione, è atteso il voto dell'Aula.

Il provvedimento non è ancora legge. Per l'approvazione definitiva è necessario completare l'iter parlamentare. Tuttavia rappresenta il passo più significativo compiuto in Italia negli ultimi decenni su questo tema.

Tra i punti principali figurano il riconoscimento formale di questi studenti, il loro inserimento nell'ambito dei bisogni educativi speciali, la formazione specifica dei docenti, l'avvio di un piano triennale sperimentale, l'istituzione di un comitato tecnico-scientifico e il raccordo con il Servizio sanitario nazionale.

Il principio che attraversa l'intero testo è chiaro: uno studente con un potenziale cognitivo elevato può presentare bisogni educativi specifici che richiedono attenzione, progettazione condivisa e adeguati strumenti di supporto.

Una precisazione sul linguaggio può essere utile. Nel disegno di legge compare l'espressione alto potenziale cognitivo, che rappresenta la terminologia istituzionale italiana. In ambito educativo e scientifico è diffuso anche il termine giftedness, utilizzato per descrivere una condizione caratterizzata da elevata intensità cognitiva ed emotiva, complessità di funzionamento e modalità peculiari di apprendimento. Non coincide semplicemente con il rendimento scolastico o con un elevato quoziente intellettivo.

Uno sguardo condiviso restituisce un quadro più completo

Tra gli aspetti più interessanti del disegno di legge emerge il riconoscimento del contributo di professionalità diverse. Il testo richiama la formazione dei docenti, il supporto di un comitato tecnico-scientifico e il raccordo con il sistema sanitario. È una scelta che riflette ciò che accade nella pratica educativa: nessuna figura, da sola, dispone di tutti gli elementi necessari per comprendere pienamente uno studente.

L'insegnante osserva il funzionamento dell'alunno nel gruppo classe, il rapporto con i compagni, la risposta alle attività proposte e alle richieste scolastiche. L'educatore incontra spesso il ragazzo in contesti differenti, dove emergono modalità relazionali e interessi meno visibili a scuola. Pedagogisti, psicologi e ricercatori contribuiscono con strumenti interpretativi che aiutano a dare significato alle osservazioni raccolte. La famiglia, infine, conosce la continuità della vita quotidiana, le passioni, le fragilità e le risorse che difficilmente emergono in altri contesti.

Ogni prospettiva è autentica. Nessuna, però, è sufficiente da sola.

Quando queste osservazioni rimangono isolate, il rischio è quello di costruire interpretazioni incomplete. Al contrario, il confronto tra competenze differenti rende possibile una lettura più ricca e una progettazione educativa maggiormente coerente.

Una direzione di lavoro per tutta la comunità educativa

L'approvazione definitiva della legge richiederà ancora tempo, ma alcune indicazioni possono orientare fin d'ora il lavoro educativo.

Dietro alcuni comportamenti è utile interrogarsi sui bisogni che li generano. Lo studente che conclude rapidamente una verifica e poi perde interesse, oppure quello che progressivamente smette di impegnarsi pur possedendo buone capacità, può avere bisogno di esperienze di apprendimento più stimolanti e significative. Questa interpretazione acquista maggiore solidità quando nasce dal confronto tra chi osserva lo studente in contesti diversi.

Anche la qualità delle proposte educative merita attenzione. Ripetere attività già pienamente acquisite raramente sostiene la motivazione. Occasioni di approfondimento, esplorazione e problem solving risultano spesso più adeguate alle caratteristiche di questi studenti.

La personalizzazione diventa realmente efficace quando prende forma attraverso una progettazione condivisa. Indicazioni generiche lasciano poco spazio all'azione educativa; obiettivi costruiti insieme da scuola, famiglia e professionisti permettono invece di definire strategie concrete e coerenti.

Un ultimo elemento riguarda il rapporto con l'errore. Molti studenti gifted crescono sperimentando il successo con relativa facilità e possono sviluppare una forte paura di sbagliare quando incontrano attività realmente sfidanti. Costruire ambienti nei quali l'errore venga considerato parte integrante dell'apprendimento rappresenta una responsabilità condivisa tra scuola, famiglia e professionisti.

Queste non sono formule universali. Sono direzioni di lavoro che acquistano valore quando le competenze dialogano e le diverse prospettive si integrano. È proprio questo, forse, il contributo più importante che il disegno di legge porta nel dibattito educativo: ricordare che comprendere uno studente richiede uno sguardo collettivo prima ancora di nuovi strumenti normativi.

Uno sguardo che nessuno possiede da solo

Se, nel corso degli anni, vi siete trovati in difficoltà davanti a uno studente con queste caratteristiche, probabilmente non siete stati i soli. Per molto tempo la giftedness è rimasta ai margini della formazione iniziale e continua delle professioni educative. Insegnanti, educatori, pedagogisti, psicologi e altri professionisti hanno spesso dovuto costruire competenze ed esperienze sul campo, con pochi riferimenti condivisi e una limitata attenzione istituzionale.

Anche per questo il dibattito che oggi arriva in Parlamento rappresenta un passaggio significativo. Nasce dall'impegno di chi, molto prima che il tema entrasse nell'agenda politica, ha riconosciuto questi bisogni nelle classi, nei servizi educativi, negli studi professionali, nei percorsi di ricerca e nelle università, contribuendo a renderli visibili.

L'iter legislativo potrà concludersi in tempi più o meno rapidi, ma una direzione è già emersa. La qualità dell'inclusione dipende dalla capacità di riconoscere che ogni studente ha bisogni educativi specifici e che offrire le stesse opportunità non significa necessariamente proporre gli stessi percorsi.

Comprendere uno studente richiede uno sguardo condiviso. Ogni professionista osserva una parte della realtà, ogni famiglia ne conosce un'altra. È dall'incontro di queste prospettive che nasce una comprensione più completa e, di conseguenza, una risposta educativa più efficace.

Nota sull'iter parlamentare. Le informazioni riportate sono aggiornate al 28 settembre 2026. Il disegno di legge è stato approvato dal Senato il 7 ottobre 2025 e trasmesso alla Camera dei deputati, dove l'esame in Commissione si è concluso il 4 febbraio 2026 e si attende il voto dell'Aula. Trattandosi di un provvedimento in corso di esame, consigliamo di verificare lo stato aggiornato sui siti istituzionali di Camera e Senato.

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